Una frase, motto, presa deliberatamente dal sito di Ivan www.i-v-a-n.net che racchiude in se un tremendo significato. Purtroppo, nella società contemporanea, tutto è merce di scambio, tutto è business, tutto è profitto, compresa una cosa che, come altre di prima necessità, ha un valore talmente enorme da non poterlo in alcun modo quantificare: il sapere e tutti i suoi diretti sinonimi e quindi conseguenze. Fino al presente recente, l’accesso alla conoscenza era attività elitaria, e nonostante gli sforzi dei governi con la scolarizzazione di massa (male minore per carità e comunque passo necessario) si è semplicemente realizzata una “cultura” omologata ed ormai globalizzata. Mezzi di comunicazione omologanti somministratori di poveri contenuti (per carità, meglio dell’ignoranza assoluta) hanno invaso le nostre vite e deformato il percorso culturale di molte persone.
E’ anche una lotta contro chi detiene il sapere, in qualsiasi forma esso sia, e non lo condivide o non lo rende accessibile e fruibile agli altri. Oppure a chi detiene il potere di controllare o filtrare ciò che viene “infornato” nelle nostre teste dai media presenti nella nostra esistenza.
L’unica, inversione di tendenza, percepibile negli ultimi anni, è la Rete, Internet. Strumento di disintermediazione per eccellenza e di libertà assoluta che nonostante il proprio spirito è spesso vittima di alcuni poteri che ne vorrebbero limitare la fruizione. Meno male che negli anni anni la Rete stessa e gli utenti sono sempre stati in grado di sovvertire queste macchinazioni in un modo o nell’altro. Internet è lo strumento principe di libertà e veicolazione del sapere. Non saprei immaginare, ormai, la mia vita, ma anche il lavoro, gli interessi, ecc. senza l’implicazione di Internet.