VinileFuturoAnteriore

Vi segnalo questa interessante iniziativa che si svolge su suolo Bolognese, ahimé un poco troppo distante dalla mia latitudine.

Dal 18 al 30 giugno Sounday, in collaborazione con il Museo internazionale e Biblioteca della Musica, e con il sostegno della Regione Emilia Romagnapromuove VinileFuturoAnteriore.

Una occasione per celebrare la persistenza del disco nei sistemi di ascolto contemporanei.

 Il disco è il sistema di riprocibilità che maggiormente ha influenzato la produzione artistica. Ha condizionato la durata delle canzoni, e quindi, alla fine i tempi di attenzione della nostra contemporaneità. Ha offerto a Pierre Schaeffer l’intuizione del loop e della ripetizione nella musica concreta (“Sillon fermé”). Ha stimolato lo sviluppo di pensieri creativi nuovi come gli album e i concept album,  dando luogo al concetto di play list ovvero di sequenza di canzoni interconnesse per autore, genere o esperienza musicale. 

 Ha alimentato leggende fantasiose, come quella, degli ascolti à rebour sui quali i musicisti, soprattutto rock che lasciavano messaggi satanici per la gioia dei fan, o tramite i quali potevano addirittura tornare dall’oltre tomba come nel film “Morte a 33 giri” (Trick or Treat) del regista Charles Martin Smith.

Il disco è rivoluzione che ha trasformato gli spazi quotidiani offrendo la possibilità di decidere il tempo e il modo con cui ascoltare musica, voci, poesie, proclami. 

E’ stata voce al cinema quando questo era ancora muto, è stato comodo sostituto parentale quando, inserito in robusti supporti a prova di bambino, raccontava le favole. E ha, perfino spesso sostituto gli alti gerarchi quando nei campio militari veniva suonato per diffondere la viva voce degli ordini dei superiori.

Il disco è un oggetto e come tale ha reso possibile un rapporto fisico e commerciale con la musica, che ha giocato un ruolo importantissimo nella creazione dei miti musicali dalla sua comparsa ai giorni nostri. Possedere la voce di Caruso, come più tardi quella dei Beatles induce nell’ascoltatore un senso di pienezza e potere.

Un disco è un Horcrux in cui è racchiusa una parte dell’anima dell’interprete e non ci stupisce la cura feticistica per il supporto, (da accarezzare regolarmente con appositi fazzolettini, da maneggiare con cura e riporre in speciali tabernacoli).

 Il disco dal suo esordio ha cambiato il modello di fruizione della musica, identificando un sistema di ascolto più isolato e personale. Oggi in epoca di riproduttività tecnica super avanzata, di mp3 scaricabili su supporti sempre più facilmente portatili, il ritorno alla cultura del vinile è una richiesta di attenzione di una qualità acustica meno smaltata e più attenta.

Uno spazio in cui non tutto è mai perduto. Un vinile graffiato si può ancora ascoltare, un cd danneggiato è perso per sempre. I glitch dei nostri dischi consumati marcano la proprietà si imprimono nei ricordi degli ascolti, la perfezione del CD ce lo aliena.

Questo perchè in un modello sociale in cui i mezzi di produzione, di alimentazione e perfino di divertimento sono preconfezionati, il vinile rappresenta un fattore tangibile, concreto, imperfetto, a propulsione ancora meccanica, una magia alla portata di tutti.

http://www.sounday-times.com/it/orecchio-di-dioniso/VinileFuturoAnteriore-il-disco-cultura-dascolto.html

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