Manzarek vs Stone

Torna “An american prayer”. Il film di Oliver Stone su Jim Morrison non mi e’ piaciuto per niente”. La stroncatura di “The Doors”, uno dei film piu’ famosi di Oliver Stone, arriva dal cinquantenne Ray Manzarek, ex tastierista della band californiana, che ha presentato ieri a Roma “An american prayer”, disco culto gia’ uscito nel ‘ 78 che raccoglie alcune poesie di Morrison arricchite da una base musicale incisa dai suoi tre ex compagni del gruppo, ora rivitalizzato da materiale inedito. “Stone ha fornito un ritratto di Jim non corrispondente alla realta’ . spiega irritato Manzarek ., lo ha fatto passare per un pazzo e un ubriacone ma lui non era solo questo. Era un artista, un personaggio pubblico e, soprattutto, una persona spiritosa. Nel film di Stone non l’ ho mai visto, neanche una volta, sorridere”. Il giudizio di Manzarek su Stone e’ senza appello: “La cosa piu’ bella e’ che il regista e’ venuto da me per intervistarmi e abbiamo parlato per due giorni interi. Io gli ho raccontato tutto su quegli anni, sul mondo psichedelico, sulla Los Angeles di allora; e gli parlai di Jim il poeta, il ribelle, l’ artista. Stone ha registrato tutto diligentemente su una cassetta. Peccato che non ne abbia tenuto conto”. “An american prayer” contiene tre brani inediti (altri due, gli ultimi rimasti, faranno parte di un cofanetto che uscira’ nel Natale ‘ 96): “Babylon Fading”, performance rara arricchita e rimasterizzata, “Bird of Prey”, un minuto di registrazione a cappella, e “The ghost song”, con una base musicale nuova. “Il disco . spiega Manzarek . e’ fatto di poesie, parole, profumo di strade di Los Angeles ed effetti sonori. Nel disco, come nel video, abbiamo cercato di ricreare quell’ atmosfera. Io credo che i ragazzini, quando stanno per diventare adulti, sentano il bisogno di separarsi in qualche modo dai genitori, di prendere una loro strada. E per questo che anche le nuove generazioni scoprono e apprezzano Morrison. I Doors rappresentano il senso di liberta’ dei giovani, la ribellione a ogni forma di autorita’ , alla scuola, alla religione, ai genitori”. Inevitabile il ricordo degli ultimi giorni di Morrison: “Era diventato un’ altra persona. Prima parlavamo di tutto: passavamo ore a discutere di letteratura, cinema; ci piacevano i film di De Sica, Pasolini, Fellini, Olmi. Poi Jim inizio’ a bere e divenne un altro. Prima era Jim, poi divenne Jimbo; e Jimbo, alla fine, uccise Jim”.

Non so onestamente se sia più crudele il film approssimativo a celebrativo di Stone o la frattaglia di tappe e musica postina fatta dai Doors superstiti. Una cosa hanno in comune, nessuna delle due è realizzata con il benestare di Morrison. Blah!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

http://archiviostorico.corriere.it/1995/giugno/03/Ecco_vero_Morrison_Stone_giro_co_0_95060310634.shtml

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