La libertà comunista… ahahahahaha (alla faccia della libertà)

Mosca vieta Gay Pride

Partito Putin, inasprire multe per manifestazioni. Amnesty, Navalni e Udaltsov prigionieri coscienza

MOSCA – Le autorita’ della capitale hanno vietato per il settimo anno consecutivo il Gay Pride. Lo ha annunciato un alto responsabile del dipartimento sicurezza regionale di Mosca, Vassili Oleinik. I promotori della sfilata omosessuale hanno deciso di impugnare la decisione e sono intenzionati a tenere ugualmente il corteo il 27 maggio.

PARTITO PUTIN, INASPRIRE MULTE PER MANIFESTAZIONI – Giro di vite contro le manifestazioni non autorizzate, mentre non accenna a spegnersi la protesta anti Putin: il partito del neo-presidente eletto, Russia Unita, ha presentato un progetto di legge per inasprire le multe contro i raduni senza permesso (1,5 mln rubli, pari a 38 mila euro circa, per gli organizzatori, e 1 mln di rubli, pari a 25 mila euro per i partecipanti). Ma oggi, giorno previsto per il voto, gli altri tre partiti (comunisti, Russia Giusta e liberaldemocratici) hanno minacciato di abbandonare l’aula se il provvedimento fosse stato presentato. Il partito di Putin si è detto disponibile a ridurre le multe (25 mila euro per gli organizzatori e 12.500 euro per i partecipanti) ma è intenzionato a far votare la legge. Alla fine il presidente della Duma, il ramo baso del parlamento, ha optato per un rinvio a martedì prossimo. Intanto la Corte Costituzionale ha sentenziato oggi che gli organizzatori delle manifestazioni devono pagare la multa (attualmente pari a 25 euro) per il superamento del numero autorizzato di partecipanti solo se esso ha rappresentato una “reale minaccia” alla sicurezza.

AMNESTY, NAVALNI E UDALTSOV PRIGIONIERI COSCIENZA – Amnesty International ha dichiarato “prigionieri di coscienza” il blogger anti Putin Alexiei Navalni e il capo del Fronte di sinistra Serghiei Udaltsov, entrambi leader dell’opposizione e condannati a 15 giorni di carcere per disobbedienza alla polizia in una manifestazione contro il leader del Cremlino. Lo riferisce l’agenzia Interfax.

TATARSTAN, MINISTRO CACCIATO PER TORTURE DIVENTA VICEPREMIER – Era stato silurato due mesi fa come ministro degli interni del Tatarstan per uno scandalo di torture, ossia la morte di un detenuto sodomizzato dai poliziotti con una bottiglia, ma ora è stato promosso vicepremier della repubblica tartara. E’ la parabola di Asgat Safarov, 50 anni, indotto alle dimissioni dal ministro degli interni del governo russo Rashid Nurgaliev . Ma il presidente del Tatarstan, Rustam Minnikhanov, lo ha nominato vice premier. Una promozione aspramente criticata oggi dai difensori dei diritti umani. Prima delle sue dimissioni, Safarov aveva fatto l’apologia della “crudeltà del Medioevo” in un libro i cui estratti erano stati pubblicati a fine marzo.

PUTIN NOMINA OPERAIO ANTI-OPPOSIZIONE SUO RAPPRESENTANTE – Propone a Putin di dargli man forte contro l’opposizione, e il rieletto presidente lo promuove suo plenipotenziario nell’importante distretto industrial-minerario degli Urali. E’ la storia dell’operaio Igor Kholmanskix, capo reparto della piu’ grande fabbrica russa di carri armati, UralVagonZavod di Nizhni Tagil, divenuto famoso il 15 dicembre scorso quando, nell’annuale diretta tv dell’allora premier Putin con i russi, andata in onda poco dopo l’inizio delle proteste nel paese, in un collegamento dalla fabbrica dichiaro’: ”Se la nostra polizia non sa lavorare, e non e’ in grado di far fronte alla situazione, noi veri uomini di qui siamo pronti a venire a Mosca per difendere la stabilita”’. Una prova di lealta’ indefessa che il leader russo, e’ noto, sa apprezzare e ricompensare. Specie in un momento di difficolta’ per la sua immagine come quello attuale. Dopo la trasmissione, nella fabbrica fu creato un comitato operaio a sostegno di Putin alle elezioni presidenziali, guidato proprio da Kholmanskix. Tornato zar, Putin di recente ha visitato lo stabilimento annunciando la firma di un contratto del ministero della Difesa con Uralvagonzavod per 6 miliardi di rubli, valido 3 anni. Infine l’inattesa nomina, annunciata oggi dal capo del Cremlino ricevendo il ‘controrivoluzionario’ Kholmanskix nella sua residenza a Novo Ogariovo. Questi, va da se’, ha accettato subito l’offerta. Scatenando subito polemiche e sarcasmi, dal web alla Duma.

http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/daassociare/2012/05/18/RUSSIA-MOSCA-VIETA-GAY-PRIDE-SETTIMO-ANNO-CONSECUTIVO_6890886.html

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