La preparazione del tè nel mondo

Come promesso, concludo la panoramica sulla preparazione del tè nelle varie culture. Qui di seguito proverò a spiegare, in modo sintetico, come si prepara il tè nel mondo. Ovviamente mi occuperò dei metodi di preparazione più curiosi o dei più famosi.

Il tè si presta per essere preparato in molti modi e il risultato delle infusioni e delle varie “miscelazioni” è una bevanda che si adatta perfettamente al gusto, agli usi e ai costumi delle varie popolazioni che nel corso del tempo hanno sviluppato la cultura del tè. Come ho già riportato nelle mie news precedenti, anche la tipologia della materia prima è parte integrante della cerimonia, vedremo insieme che per alcune preparazioni è indispensabile utilizzare una specifica materia prima, insostituibile per ottenere il risultato finale desiderato.

Il tè all’inglese

L’inghilterra è il paese che, forse più di altri, in Europa ha sviluppato una grande tradizione sul tè. Gli inglesi prediligono tè a foglia piccola e con un gusto forte e deciso. I tè, prevalentemente neri, che vengono consumati durante i cosidetti teatime si servono con latte e zollette di zucchero, spesso accompagnano delle portate salate come sandwich, uova e pesce affumicato. Durante le merende inglesi, consumate tranquillamente seduti al tavolo, il tè viene preparato nelle teiere o teapot, finemente decorate e servito in eguali tazze, l’accompagnamento è dolce e comprende muffin, scone e clotted cream (pasticcini e marmellata alle fragole).

Il tè alla francese

In Francia la preparazione del tè è un’arte raffinata e seguita da grandi case da tè, conosciute in tutto il mondo. in Francia si predilige il consumo di tè di prima qualità, a foglia larga, provenienti dai più famosi e classici giardini. Si pone una grande attenzione alla modalità di preparazione dell’infusione, allo scopo di ottenere un infuso perfettamente bilanciato, in modo che non sia necessaria l’aggiunta di latte e zucchero.

Il tè alla marocchina

Il tè in Marocco venne introdotto dagli inglesi verso la metà del XIX secolo quando, in seguito alla guerra di Crimea, persero i loro usuali sbocchi commerciali e furono costretti a cercarne altri, orientandosi verso le regioni dell’Africa settentrionale.
Da subito le popolazioni locali apprezzarono molto questa bevanda che diventò il simbolo dell’ospitalità marocchina. Ancora oggi in Marocco viene abitualmente servito il tè verde alla menta.

Generalmente è il padrone di casa che prepara e offre il tè: si utilizza obbligatoriamente il tè verde Gunpowder che andrà inserito direttamente in una teiera d’argento, la prima acqua di infusione va buttata immediatamente, si aggiungono quindi diverse foglie di menta e si versa di nuovo l’acqua calda. L’infusione va lasciata per 4-5 minuti e generalmente si addolcisce con zollette di zucchero. Il rituale prosegue con il servizio del tè, ci sono dei bicchieri appositi, decorati e finemente ricamati spesso in argento, in essi l’infuso viene versato con ampi movimenti, dall’alto. Questo serve per ossigenare e rendere ancora migliore il gusto del tè.

Il tè alla russa

E’ il samovar lo strumento indispensabile e caratteristico per la preparazione del tè in Russia. La diffusione del tè iniziò nella prima metà del 1600, tutta la popolazione lo consumava in ogni momento della giornata come bevanda corroborante e per combattere il grande freddo, caratteristico di quelle zone.

Il samovar è una sorta di grande “bollitore” che mantiene l’acqua alla giusta temperatura, un tempo riscaldato con le braci, oggi i samovar moderni sono alimentati dalla corrente elettrica e, nel corso dei secoli, la loro forma si è esteticamente evoluta diventando oggetti di design utilizzati anche in altri paesi.

In Russia si consumano tè forti e corposi, generalmente neri e spesso affumicati. Le foglie vengono inserite direttamente all’interno della teiera posta sul coperchio del samovar. L’infusione molto concentrata sarà sempre a disposizione e al momento del servizio verrà allungata con l’acqua calda spillata direttamente dal samovar. Il tè così preparato viene spesso servito con l’aggiunta di agrumi, zucchero o miele, in bicchieri rinforzati con cerchi di metallo.

Il tè all’indiana

In india si producono tè neri di alta qualità, nel 1823 venne scoperto un ceppo botanico spontaneo di Camellia, nella regione dell’Assam, in seguito venne classificato come “Camellia Assamica”.
Il tè all’indiana è sempre accompagnato da latte e spezie. I grandi aromi tipici di quella terra vengono aggiunti al “chai” indiano,il risultato è una bevanda dolciastra, quasi caramellata.
Il servizio del tè in India è molto diverso rispetto ai luoghi e alle classi sociali: nelle abitazioni, nei locali e negli alberghi di lusso, si utilizza fine porcellana per le teiere e le tazze e scatole cesellate, molto preziose, come contenitori per le foglie del tè. I membri delle caste inferiori, non possono bere dallo stesso recipiente utilizzato dai ricchi, per questo motivo non è insolito che in ambienti tipo le stazioni, il tè venga distribuito in tazze di terracotta di scarsa qualità, che vengono rotte, buttandole per terra, dopo averlo consumato.

Il tè alla tibetana

Il tè giungeva in Tibet dalla Cina già dal VII, sotto forma di “panetti”, veniva pressato per favorirne il trasporto lungo e difficile. Il tè in Tibet è una bevanda molto grassa dal nome “Su Yu Ch’a” che ancora oggi viene consumata e preparata con le stesse antiche modalità: cuocendo le foglie del tè e aggiungendovi poi sale e burro di yak.

Ecco! la panoramica sullle varie preparazioni del tè si conclude qui. Spero di avervi fornito degli spunti di riflessione e, come al solito, vi ricordo che queste sono solo delle tracce in quanto il mondo del tè è enormemente più vasto e ricco di moltissime sfumature.

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