A chi crede e a chi ragiona

ALEZEIA

La secolarizzazione non è più quella di una volta. Quando incominciò, apparve come un impulso di emancipazione del­l’umano che è comune a tutti, e sta a cuore a tutti. In essa, nono­stante tutto, erano le potenzia­lità dell’umanesimo contenute nel seme cristiano che, in molti modi, venivano alla luce. E for­nivano – persino tacitamente – il fondamento e il corredo etico delle virtù – umane, non solo ci­viche – che sono necessarie: il ri­spetto della persona, il senso del dovere, la disposizione della so­lidarietà, il pudore dell’intimità, la dignità del lavoro, l’amore del sapere, la fedeltà degli affetti, la cura della generazione, la re­sponsabilità del ruolo.

Il programma del Sinodo mon­diale dei Vescovi che sta per in­cominciare non usa mezzi ter­mini, né troppi giri di parole. La secolarizzazione del legame so­ciale, intenzionata a perseguire l’obiettivo della giusta laicità della cosa pubblica, ha trascu­rato di alimentare questi fonda­menti etici dell’umanesimo co­mune, lasciando…

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