Più rispetto per il “civile”

ALEZEIA

È ormai evidente che logiche dominanti in Europa influenzano potentemente l’Ita­lia e che ormai anche nel nostro Paese si fa­tica a conoscere e riconoscere una realtà che è ricchezza e fonte di ricchezza per tutti: l’e­conomia sociale e civile. Su di essa non in­combe soltanto il grave (ben 7 punti) au­mento dell’Iva per le cooperative sociali (la principale innovazione economico-sociale i­taliana, e probabilmente continentale, degli ultimi vent’anni). C’è anche la recente ap­provazione della ‘borsa delle scommesse’ e l’imminente legalizzazione delle slot machi­ne online, che rappresentano un segnale an­cora più grave, poiché proprio queste nor­mative radicalmente ‘incivili’ finiscono per ingrossare le fila di quel disagio sociale che poi arriva alla cooperazione sociale che deve oc­cuparsene con sempre meno risorse.

È in questo contesto di incomprensione nei confronti del sociale e dell’economia civile che va anche inquadrato il tema dell’Imu sul­le strutture del mondo non profit e delle isti­tuzioni religiose, di cui…

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