Quella destinazione per prendere il largo

ALEZEIA

GIUGNO, MESE DELLE ORDINAZIONI. E DI UNA VOCAZIONE CHE SI COMPIE

« Sai, mi hanno destinato: vado in periferia di Milano. Dicono sia un posto ‘caldo’, ma io non vedo l’ora».

Ricordo ancora l’entusiasmo di un amico, neo­sacerdote, catapultato in un quartiere di Cinisello Balsamo, una delle zone per certi versi più difficili della diocesi ambrosiana. Quello stesso sorriso l’ho rivisto, pochi giorni fa, sul volto di un giovane missionario del Pime, in partenza per l’Algeria: l’entusiasmo di chi sta finalmente per ‘prendere il largo’, dopo aver accarezzato per anni il giorno della partenza. Che cosa vi sia da gioire per l’assegnazione a una periferia complicata oppure a un Paese tra i più pericolosi al mondo non lo si può capire, se non in un’ottica di fede. Il segreto è tutto lì, in quella parola ‘destinazione’, che contiene e allude a un’altra, ancor più pregnante e impegnativa: ‘destino’. La vocazione…

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