Occhi chiusi per il vento che non c’è.

E mi alzo sui pedali

Certi amori cominciano così, d’improvviso. Il via lo dà l’anima prima che la testa. L’amore per le cronometro è partito da dentro, un sentimento verso la bellezza, il vento, la velocità che mi ha preso come quell’edera dei giardini antichi che non controlli più. La crono è solitudine. Dentro e fuori. Anche il pubblico, i rumori, contano poco: è una questione tra la sincronia delle gambe e il battito del cuore. Ma niente poesia. Perché la solitudine è cruda come un crampo allo stomaco e allo stesso tempo fa vedere a te stesso chi sei realmente. Cosa puoi fare, a comando della tua umanità.

Mentre giravo tra i pullman prima del cronoprologo del Tour de Romandie sono rimasta colpita da Silvan Dillier sui rulli: divisa rossonera della BMC, testa china, gambe a tutta che mulinavano nel nulla. Riscaldamento prima della partenza, come da consuetudine. Non so cosa mi ha…

View original post 595 altre parole

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...