Il Mondo In Un Pozzo

Alfredo, poteva essere solo il clielo sopra di noi ora.

Correremo, per i campi afosi come ogni estate sa trasformare, eppure, siamo a disperarci per errori di altri.

Alfredo, ora abbracciami e stringimi le mani.

Senti quanto è forte essere vivi, noi che lo siamo ancora e che ormai non abbiamo paura perché poco ci resta da peredere.

Alfredo, siamo qui e ci stanno tutti quanti a guardare, nello spettacolo della nostra infanzia rapita e ormai turbata, anche chi, solo, ha saputo della tua storia.

Tutti quanti, sul pianeta, hanno occhi per noi, qui in via Sant’Ireneo ma non importa, abbiamo altro di cui penare… vogliamo vivere ad ogni costo, dobbiamo farlo per non deludere una nazione.

Alfredo, parlami, urla, non dormire, emetti una speranza per chi ci sta aspettando fuori dal pozzo.

Alfredo, respira.

Alfredo, perdona.

Alfredo.

4 risposte a “Il Mondo In Un Pozzo

  1. Quel buco nero
    Forse non avevi neanche paura
    Perché avevi fiducia nei grandi
    I grandi possono tutto
    Ci credesti anche una volta incastrato
    I grandi sono quelli che ti guardano
    Da sopra, è giusto così
    Li hai sempre visti dal basso
    Li hai guardati anche quella volta.

    La speranza non accennava a sparire
    E allora, ci pensò la vita
    Morire in un incubo
    A 6 anni
    Ha fatto morire anche me.

    https://it.answers.yahoo.com/question/index?qid=20080401110144AA8BM1t

  2. Un pezzetto bello tondo di cielo
    d’estate sta sopra di me
    Non ci credo
    Lo vedo restringersi
    Conto le stelle, ora
    Sento tutte queste voci
    Tutta questa gente ha già capito
    che ho sbagliato, sono scivolato
    Son caduto dentro il buco
    Bravi, son venuti subito
    Son stato stupido
    Ma sono qua gli aiuti
    Quelli dei pompieri, i carabinieri

    Intanto Dio guardava il Figlio Suo
    E in onda lo mandò
    A Woytila e alla P2
    A tutti lo indicò
    A Cossiga e alla Dc
    A BR e Platini
    A Repubblica e alla Rai
    La morte ricordò

    Scivolo nel fango gelido
    Il cielo è un punto
    Non lo vedo più
    L’Uomo Ragno m’ha tirato un polso
    Si è spezzato l’osso, ora
    Dormo oppure sto sognando,
    perché parlo ma la voce non è mia.
    Dico Ave Maria
    Che bimbo stupido
    Piena di grazia, mamma
    Padre Nostro
    Con la terra in bocca
    Non respiro
    La tua volontà sia fatta
    Non ricordo bene, ho paura
    Sei nei cieli

    E Lui guardava il Figlio Suo
    In diretta lo mandò
    A Woytila e alla P2
    A tutti lo mostrò
    A Forlani e alla Dc
    A Pertini e Platini
    A chi mai dentrò di sé il Vuoto misurò.

    (Alfredo Baustelle)

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