Scoprire la natura mi ha sempre affascinato, ma, all’alba della vita, la natura mi ha ripreso in grembo

Quella sera Paolo prese tre sveglie, le caricò a quindici minuti di distanza una dall’altra, poi le mise dentro una pentola prima di infilarle sotto il letto. Pensò: “Così è sicuro che le sento, stavolta non posso non svegliarmi”.

Poi spense la luce, prese un libro e alla luce di una torcia elettrica lesse per qualche ora.
Arrivarono puntuali, come sempre le quattro del mattino, la prima sveglia strillò per tre minuti inutilmente così come la seconda e la terza; nell’altra camera i genitori di Paolo si guardavano e decisero di non svegliarlo, a loro questa storia della gita a Montisola col gommone non piaceva troppo, avrebbero preferito portare il proprio figlio a fare una gita in Vaghezza, una passeggiata fra i boschi della Val Trompia avrebbe fatto dimenticare a tutti la calura di quel luglio cittadino.

Bruno parcheggiò la nuova Vespa 125 ET3 primavera nel cortile, salì le scale facendo attenzione a non fare troppo rumore, era domenica ed erano solo le cinque del mattino, Paolo avrebbe dovuto farsi trovare in strada ma sicuramente dormiva ancora.
Bussò alla porta, bussò un po’ più forte alla porta, poi ancora più forte.
Quel mattino Paolo uscì senza neanche salutare.

Da Sulzano a Montisola il braccio di lago non è di neanche un chilometro, a sedici anni remando di buona lena ci metti un attimo, e mentre i due amici remavano l’adrenalina cresceva, una giornata da soli in spiaggia e poi avevano adocchiato una parete da scalare a mani nude, sarebbe stato più emozionante di quando pisciarono dal campanile del paese o di quando si buttarono a capofitto giù per la cava. Altro che le impennate con l’Aspes Yuma o il Caballero.

Altre volte Bruno ritornò a casa di Paolo, entrava e rimaneva in piedi senza parlare guardava i genitori, le sorelle e il fratello più piccolo, non parlava, poi dopo qualche mezz’ora tornava a casa sua.
Le visite a casa di Paolo continuarono per qualche mese poi si fecero sempre più rare fino ad esaurirsi completamente, dicono che poi abbia ripreso a parlare.

Io non l’ho più rivisto, di quell’estate ho solo ricordi di merda, anche se forse è stata l’unica volta che mio padre mi ha stretto a sé.

“Scoprire la natura mi ha sempre affascinato, ma, all’alba della vita, la natura mi ha ripreso in grembo”

https://www.debaser.it/main/editoriale.aspx?EDITOR_ID=893

Per certo Davide, non si è ancora arreso e non ha perdonato l’Isola che, solo per pretesto, è colpevole di quanto accaduto al fratello. Assolutamente comprensibile, ma dopo 40 anni è tempo di rappacificarsi con la storia pur mantendo rispetto ai propri cari. Davide, io ci… sono.

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