Archivi del mese: novembre 2016

Alla Luna Crescente

Fu un solo istante, e fu estate per un solo momento, in quel gelido dicembre del 1977. Gatto Rosso comparve nella stessa ora in cui gli scolari si accalcano al cancello della loro scuola. Nemmeno io avevo avvertito la sua presenza ma Gatto Rosso seppe lasciare il segno anche questa volta. Margherita ritrasse, con la sua istantanea, la scena e testimoniò a tutti la sua presenza anche se, Gatto Rosso, sostanzialmente, come dice Onorio, non fece nulla di complicato per nascondersi. Al parco, giorni dopo (ma non ricordo con precisione quanti), trovai la lettera che Gatto Rosso scrisse per Adolfo ma che non ebbe mai, il coraggio, di inviare. Uno scritto di disarmante e paradossale lirismo. A dire il vero non credo che Adolfo avrebbe potuto percepire lo spessore dello scritto, sarebbe finito tra i tanti ciclostilati del partito che usava gettare nel cestino di legno e avorio che era ubicato nella sua camera da letto. La stagione successiva sarebbe stata quella dell’estro per Gatto Rosso e sapevamo tutti che non avrebbe fatto ritorno prima della primavera successiva. Quindi, per quale motivo Gatto Rosso lasciò la lettera per Adolfo nel parco? Solo perché io o Margherita potessimo leggerla? Non credo… la sua vita ci pareva sempre più complessa e destrutturata nonostante ogni cosa. Ancora una volta ci aveva lasciati afoni, cercandolo e inutilmente urlando il suo nome.

In fondo, lo so…

In fondo, lo so… è un anno che Ricky ha smesso di avere paura ma realizzo solo ora che una parte di me non c’è più. No, non sono le esperienze comuni, le parti di famiglia condivisa o quanto vissuto in maniera parallela ma distante. E’, appunto in fondo, qualcosa di più materico, carnale e tangibile. Come poterlo spiegare… è qualcosa di dentro, qualcosa di organico… ecco, deve essere affine al DNA… le parti comuni sono anche genetiche. In fondo ci assomigliavamo pure e similmente soffriamo, solo che ormai lui, senza forze, non ha saputo trovare una roccia a cui aggrapparsi per non essere risucchiato verso il baratro.

In fondo, non so mai se l’ho visto felice. In fondo, non so se sono mai stato felice.